I Sannacchiudrê
Dolci tipici tarantini fatti in casa che si preparano per Natale

Sannacchiudrê
Come fare
Il termine Sannacchiudrê nasce dalla fusione delle parole “Si devono chiudere” che le nostre mamme e nonne dopo averli preparati, nascondevano accuratamente perchè per la loro straordinaria bontà, rischiavano di sparire subito.
Ma come farli arrivare fino a Natale? “chistê nò sò pê mò” dicevano “sana cchiùdrê, no viditê cà sò apirtê? Sê chiudênê pê Natalê”. Così i dolcetti arrivarono sino alla Vigilia di Natale prendendo il nome di sannacchiudrê.
PREPARAZIONE:
45 min
DIFFICOLTÀ:
facile
PORZIONI:
6 porzioni
CUCINA:
regionale pugliese
COTTURA:
5 min
COSTO:
basso
Ingredienti
1 kg e 1/2 di farina 00
2 cubetti di lievito di birra
450 ml olio di oliva
1 kg e 1/2 di miele millefiori
3 pezzetti di scorza di arancia
6 cucchiai di zucchero
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di chiodi di garofano macinati
1 cucchiaino e 1/2 di cannella in polvere
2 arance
1 bicchierino di anice
una confezione di anisette
Attrezzatura
1 spianatoia di legno, un tegame da 18 cm, una grattuggia piccola, 1 coltello a lama liscia, un mestolo piccolo, una schiumarola, un tegame da 22 cm, un cucchiaio di legno, un contenitore di ceramica.
Preparazione
Si dispone la farina a montagnetta sulla spianatoia, si forma un buco al centro e si aggiunge lo zucchero (6 cucchiai per un kg e 1/2 di farina), il sale, la vanillina, i chiodi di garofano macinati, la cannella e si impastano tutti gli ingredienti.
Si dispone di nuovo il tutto a montagnetta e si aggiunge l’anice, il succo delle arance, dopo aver tolto la buccia a una di loro (un giro).
Nel frattempo friggere l’olio in un pentolino da 18 cm con il manico e, a fuoco spento, aggiungere la scorza dell’arancia a pezzetti di circa 3 cm.
Raffreddare il pentolino con l’olio e le scorze delle arance passandolo sopra l’acqua fredda che precedentemente abbiamo riempito nel lavandino (v. video n. 1). Una volta raffreddato, aggiungerlo alla farina che abbiamo preparato, impastare lentamente senza far fuoruscire l’olio e dopodichè si procede sgranando con le mani il composto (v. video n. 2), sgranare tutto l’impasto per almeno 3/4 volte.
Si ridispone nuovamente a montagnetta e si aggiunge il lievito di birra, sciogliendoli con acqua tiepida q.b. (quella che riceve) e si amalgano bene tutti gli ingredienti. Si impasta e si bagna con l’acqua tiepida q.b. e si lavora fino a ottenere un impasto morbido e non appiccicoso.
Quando l’impasto è pronto lasciarlo lievitare per almeno un paio d’ore coperto. Prelevare una porzione e lavoratela arrotolando fino a ottenere dei lunghi salsicciotti dello spessore di poco più di un dito. Tagliateli a pezzetti larghi un paio di centimetri e premere leggermente sul retro della grattuggia per ottenere così la forma degli gnocchi.
Friggere i Sannacchiudrê in abbondante olio di semi nel tegame da 22 cm, scolarli e farli sgocciolare in uno scolapasta appoggiato su una insalatiera.
In un tegame far bollire il miele e 750 ml di acqua, mentre bolle aggiungere un po’ per volta i Sannacchiudrê precedentemente fritti e scolati (v. video n. 3), far bollire nuovamente, prenderli con una schiumarola e metterli in un contenitore di vetro o ceramica, aggiungere i confettini colorati e mestoli di miele (v. video n. 4).
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Il Prodotto di questa ricetta
Miele e anisette
Produttori
Carote di Polignano: Mestagnaz
di Marta Palmirotta e Modesto Guglielmi, La Viola di Polignano di Stanislao Frugis.
Pomodoro giallorosso di Crispiano: Boccacci di Puglia di Giuseppe Cito, Boccacci di Puglia di Francesco Serio, Michelina Russo, Flora Vinci.
Cipolla rossa di Acquaviva: Associazione
La Vera Cipolla di Acquaviva.
Pomodorino di Manduria: Damiano Spina Srl di Giampiero Spina, Terra di Patuli
di Cristiano Taurisano, Apulia Farm, Chiara D’Adamo.
Pomodoro regina al filo di cotone di Torre Canne: Masseria Giummetta
di Giovanni Sabatelli, Solequo Coop, Nicola Zaccaria, Nicola Pero, Pasquale Mastrochirico, Masseria Giummetta, Doprogen.
Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto: Azienda Agricola Calemone di Giuseppe Di Latte, Guaceto di Giulia Solaro del Borgo, Pietrasanta di Raffaele Leobilla.
Presidio
Presidi Slow Food della Puglia:
Carote di Polignano, Pomodoro giallorosso di Crispiano, Cipolla rossa di Acquaviva, Pomodorino di Manduria, Pomodoro regina al filo di cotone di Torre Canne, Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto.
Prodotti tipici
Formaggi: Burrata di Andria, Caciocavallo podolico del Gargano, Caciocavalo ubriaco al vino Primitivo, Caciocavallo affinato in Grotta, Cacioricotta, Ricotta forte, Canestrato Pugliese, Mozzarella di vacca di Gioia del Colle, Pecorino delle Murge, Pallone di Gravina, Scamorza.
Carni lavorate: Capocollo e sopressata di Martina Franca, salsiccia a catena, Prosciutto crudo, guanciale e lardo di Faeto, Tocchetto di Lucera.
Dolci e panetteria: Biscotto di Ceglie, Pasticciotto di Galatina, Pane di Altamura, Pane tradizionale dell’Alta Murgia, Sospiro di Bisceglie.
Ortofrutticoli: Agrumi del Gargano, Albicocca di Galàtone, Arancia del Gargano, Carciofo Brindisino, Carote di Polignano, Cece nero della Murgia Carsica, Cipolla bianca di Margherita, Cipolla rossa di Acquaviva, Clementine del Golfo di Taranto, Fava di Caprino, Fico mandorlato di San Michele Salentino, La Bella della Daunia, Lenticchia di Altamura, Limone Femminello del Gargano, Mandorla di Toritto, Patata novella di Galatina, Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, Pomodoro regina di Torre Canne, Uva di Puglia.
Olive leccine.
Oli: Collina di Brindisi, Dauno, Terra di Bari, Terre di Otranto, Terre Tarentine.
Vino: Primitivo di Manduria, .
Amaro San Marzano.
Fonte: FOODKMZERO, QUI altre informazioni
Passaggi fondamentali
Video n. 1
Video n. 2
Video n. 3
Video n. 4
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